Il Made in Italy è nel mondo sinonimo di moda, qualità e gusto, raramente si accosta l’idea del prodotto italiano come prodotto di alta tecnologia, tranne rare eccezioni. Il mito di Olivetti è stato creato dalla visione di un imprenditore italiano, la sua storia è fatta di genio e coraggio, ancorata ad un passato reso sempre più mitico dalla memoria. Possibile ripetere un qualcosa di simile, al punto di progettare un’azienda leader nell’hi-tech paragonabile alla Apple di Steve Jobs in Italia? Secondo Nolan Bushnell, fondatore della mitica Atari, una delle prime case di videogame al mondo, l’Italia è proprio il posto ideale per puntare a qualcosa di simile.

In occasione del lancio del suo nuovo libro su come trovare un talento e farlo crescere in azienda, in un’intervista rilasciata all’ANSA ha tenuto a precisare come

Nolan-BushnellIn Italia ci sono molte giovani aziende che stanno facendo un lavoro eccellente nel settore dei giochi, ma sono sicuro anche in altri campi”, dice Bushnell all’ANSA.

‘Ignorate i titoli di studio’, ‘Scegliete i fuori di testa e le persone odiose’, ‘Difendente l’equità’, ‘Create una catena creativa’, ‘Brindate ai fischi’, ‘Non contate sui contabili': sono questi i titoli e i consigli controcorrente che si leggono sul libro del papà di Atari. “Le qualità più importanti sono l’entusiasmo e l’ottimismo. Nella mia vita ho incontrato molte persone con queste caratteristiche. Il problema però è che molte aziende le reprimono”, osserva l’ingegnere e imprenditore statunitense. “Credo che ci siano molti settori maturi per l’innovazione, troppi da elencare. Ma tutti i campi, dalla medicina alla formazione, hanno bisogno di semplificazione delle operazioni e risultati migliori”, aggiunge Nolan Bushnell che dopo aver lanciato tanti progetti sta lavorando nel campo della tecnologia applicata all’istruzione con la sua azienda ‘BrainRush’.
Ci sono molte nuove e giovani società che sono focalizzate sul futuro ma tra i ‘big’ Google è quella davvero più concentrata sull’innovazione”, fa notare l’ingegnere, classe 1943, che ha fatto la storia dell’industria dei videogiochi ma ha anche ‘diversificato’ il suo business, investendo pure in una catena di pizzerie. “Invece, non vedo più innovazione da parte di Apple, soltanto delle variazioni di quanto già creato, dei prodotti esistenti”, aggiunge Bushnell che porta con se’ il ricordo di Steve Jobs, che proprio nella Atari, nel 1974, iniziò il suo sodalizio con Steve Wozniak che portò alla nascita di Apple.

“E’ la persona che lavorava più duramente che io abbia conosciuto – spiega all’ANSA -. A questa qualità univa una profonda conoscenza della filosofia e ottime letture. Abbiamo avuto tante affascinanti conversazioni sulla vita, la famiglia e il lavoro. Ero piuttosto fiero di Steve – scrive Bushnell nel suo libro -. Mi sentivo parte del suo successo. Ne’ lui, ne’ io credevamo che la creatività possa esplodere in presenza di regole troppo rigide”