Buon 2019! Questo articolo è la storia di due genitori coraggiosi, un padre e una madre che per l’amore figli, non si sono risparmiati un attimo nel cercare soluzioni e mettersi in discussione per dare tutto il supporto e l’aiuto necessario. Questa è la storia di Antonio e Sara, e della nascita di una grande ONLUS palermitana, “Virtualmente”, che opera nel supporto di bambini e ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento e nel sostegno delle loro famiglie e degli insegnanti che ogni giorno possono fare la differenza nella crescita dei loro discenti.

D. Antonio, Sara raccontateci un po’ di voi
R. Antonio: La nostra è una famiglia come tante, io sono un libero professionista con incarichi diplomatici, mentre mia moglie è laureata in scienze politiche, con una grande passione per il sociale e le relazioni d’aiuto.
D. Come inizia la storia di Virtualmente? 
Sara
: Sembrerà strano ma quando è iniziato tutto, non avremmo mai immaginato di trovarci oggi qui a parlare di una ONLUS. Io e Antonio, siamo genitori di due ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento. Da Mamma, già alla scuola dell’infanzia, avevo notato che Andrea aveva delle difficoltà nel linguaggio, nell’attenzione e relazionali, che si sono acuite nel passaggio alla scuola primaria. Per lui era molto difficile allacciarsi le scarpe, leggere le lancette dell’orologio, scambiava spesso la sinistra con la destra, la lettura, le tabelline, la scrittura, …. Per non parlare degli innumerevoli problemi a scuola: continue chiamate dalle insegnanti, litigi con gli altri bambini, situazioni, non adeguatamente attenzionate, risultavano fuori controllo.

R. Antonio: È proprio questo l’inizio, toccare con mano le difficoltà di tuo figlio e non conoscerne le cause. Il nostro “calvario” è iniziato proprio da quei problemi quotidiani che molti sminuivano, tante visite di controllo per Andrea: psicologi di ogni estrazione e formazione, logopedista, pedagogista, ottico, ortottico, neuropsichiatra infantile… nessuno che sapesse dirci come stavano le cose. Non avere nessun supporto attivo dalle istituzioni e dal territorio, ci portò a rivolgere lo sguardo verso l’Italia continentale, il “viaggio della speranza” che molti genitori come noi, immagino, abbiano vissuto alla ricerca di una soluzione definitiva. Intanto anche la nostra Sofia aveva cominciato a manifestare qualche disturbo, e questo non faceva altro che rendere ancora più urgente il trovare risposte.

R. Sara: Spesso le sensazioni di una mamma, per quanto siano il risultato di preoccupazioni e ansia, si rivelano giuste, ed è così che finalmente il Prof. Giacomo Stella dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ci disse che Andrea era “soltanto” dislessico.
D. Alla notizia come avete reagito?
R. Antonio:
C’è tanta disinformazione sulla dislessia. Il Prof. Stella ci spiegò che moltissime persone di successo conclamato erano dislessiche: Walt Disney, Steve Jobs, Bill Gates persino Einstein. Ci sentivamo sollevati, finalmente i problemi di Andrea avevano un nome, finalmente potevamo iniziare a far qualcosa, aiutare Andrea e Sofia a superare le difficoltà quotidiane legate al mondo scolastico.
D. Come viene aiutato un bambino dislessico a scuola?
R. Sara:
Posso raccontare l’esperienza di mio figlio, che già alla quarta elementare aveva cambiato 6 scuole (tra pubbliche e private). Per usare le parole del prof. Stella: “Il vero strumento compensativo per un Dislessico è l’insegnante “. Io e mio marito capimmo che dovevamo trovarne una brava, al più presto. Antonio: Nella maggioranza dei casi, la scuola è impreparata ad affrontare una cosa così semplice.

Per non parlare degli aiuti didattici extra, i cosiddetti “doposcuola”, non esisteva sul territorio nessuno che potesse aiutarci attivamente.
R. Sara: Io e Antonio non ci arrendemmo, quasi nel pieno del 2° quadrimestre della 4° elementare trovammo l’insegnante perfetta per Andrea, la maestra Sandra. Antonio: Può fare impressione, ma da quel momento, così da un giorno all’altro, di botto, “le monellerie” di Andrea si interruppero.

Stop alle note sul registro, le permanenze nei corridoi, i cambi temporanei di classe, le liti con i compagni. Basta. Fine.
D. Dal canto vostro a casa, come aiutavate Andrea e Sofia?
R. Antonio:
Fu durante un incontro con il Prof. Stella, che Sara decide di intraprendere un Corso di Alta Specializzazione come “Tecnico dell’Apprendimento” presso l’Università di San Marino, per aiutare in prima persona i nostri figli e sostenerli adeguatamente.

Dal canto mio, divenni socio dell’Associazione Italiana Dislessia e, in relazione all’impegno quotidiano concreto, venni eletto Presidente del Collegio dei Revisori nazionale e componente del Collegio dei Revisori della Fondazione Italiana Dislessia.  Cominciai a studiare la legge nazionale sui D.S.A. e tutti i provvedimenti collegati, e con molto piacere partecipai alla stesura della prima bozza di legge della Regione Sicilia sui DSA, riconosciuta nel luglio 2018.
R. Sara: Per quanto io e Antonio ci spendessimo per trovare sempre nuovi modi di aiutare i nostri figli, la situazione a scuola non cambiava, le medie per Andrea erano iniziate e la maestra Sandra era solo un ricordo. Per raccontarne una: in prima media Andrea ricevette una punizione davvero assurda. Avrebbe dovuto riordinare i libri della biblioteca. Un Dislessico che ha difficoltà di lettura… risultato? Altra scuola da cambiare. Antonio: Un giorno guardai negli occhi mia moglie, e la domanda nacque naturalmente: ma perché non mettiamo tutte le nostre competenze acquisite giorno per giorno in campo, al servizio di tutti altri bambini e ragazzi che soffrono e dei loro genitori?

Virtualmente è nata così per gioco, in una stanza del mio studio, con la grande voglia di Sara di aiutare i genitori come noi e i bambini e ragazzi come Andrea e Sofia. Oggi Virtualmente ha una sede autonoma, una sua struttura, con professionisti molto seri, preparati e motivati, che si occupano di dare un sostegno vero, dalla diagnosi al potenziamento delle abilità e delle funzioni esecutive, dal doposcuola specialistico allo sportello d’ascolto ed al Counselling familiare. Abbiamo affiancato alle attività la presenza di cani specificamente addestrati, attivando un corso specifico di una disciplina sportiva che allena espressamente aree celebrali deputate all’apprendimento (Aikido).

Aiutiamo anche i genitori che si vogliono formare con specifici corsi, e li alleniamo nello svolgimento dei compiti quotidiani, nella gestione degli aspetti emotivi-motivazionali.

L’azione di Virtualmente, non si limita ai ragazzi ed alle famiglie, in quanto offre giornate formative gratuite alle scuole e tiene corsi di formazione specifici per gli insegnanti e per operatori del settore.

Sara: posso dire che oggi il mio sogno si è realizzato: dare un aiuto e un sostegno a tutti i ragazzi che come i miei figli affrontano ogni giorno difficoltà nel quotidiano, di dare loro gli strumenti per un apprendimento “ordinario”. Il mio percorso formativo non è terminato. Continuo a studiare e ricercare ogni giorno nuovi metodi e innovazioni che siano di reale supporto ai ragazzi. A fianco del professor Benso, ho appreso le tecniche per un training in grado non solo di compensare i disturbi d’apprendimento, ma addirittura di farli regredire sensibilmente.

D. Quali sono le vostre idee per lo sviluppo futuro di Virtualmente?

R.: Antonio: pensiamo di svilupparci in due direzioni: una geografica; nel senso che ci vorremmo avvicinare il più possibile alla gente ed evitargli spostamenti per poter dare aiuto al figlio. Quindi uno sviluppo territoriale che preveda l’apertura di tanti “Virtualmente” in altre città Siciliane e Italiane.

Relativamente all’altra direzione, vogliamo continuare a formarci sempre più anche con uno sguardo all’estero per vedere come ci si muove negli altri continenti (Stati Uniti in primis) e vorremmo modificare sempre più il modello scolastico in modo che un alunno con Disturbi o Difficoltà di apprendimento viva il mondo scolastico come qualsiasi altro studente. Quindi risolvere il problema all’origine in modo che “non esista più il problema”.

Ci rendiamo conto che sono obiettivi ambiziosi ma non impossibili.

Grazie per aver letto questa bella intervista, ci tenevo molto a raccontare questa storia, è l’esempio perfetto di come da una crisi può nascere una grande opportunità per fare del bene!

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Maria Carla La Mantia

Responsabile Marketing OSM Value